da Giovedì 27 a Domenica 30 NOVEMBRE ‘08 (ore 21.00)
Teatro DE POCHE
NAPOLI - via Salvatore Tommasi, 16 (zona Museo Nazionale-via Salvator Rosa)
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patrocinio-Amnesty International Italia
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‘Virus Teatrali’
“IL SULFAMIDICO”
(Argentina ‘78: calcio, desaparecidos e allergie)
La disillusione di una generazione orfana dei coetanei argentini.
GIOVANNI MEOLA
con
ENRICO OTTAVIANO
costumi
ANNALISA CIARAMELLA
ass.te alla regia
VITTORIA SMALDONE
durata | 55′ ca.
Un ragazzo appassionato di calcio, che scopre a sei anni di essere allergico
ai ’sulfamidici’ (antibiotici capaci di procurare reazioni allergiche con stati di semi-incoscienza),
conosce per caso in una farmacia un argentino scampato alle torture della dittatura militare che, al
sentir nominare i mondiali di calcio di Argentina ‘78, reagisce affermando di essere allergico a
quella storia, a quei ricordi, al calcio, addirittura anch’egli ai sulfamidici, nonostante sia lì per
comperarne una confezione. Un argentino che, al sentir nominare Maradona e Passarella, replica
nominando JORGE CARRASCOSA, l’ex-capitano della nazionale argnetina ritiratosi per: “…non
essere in nessun modo uno strumento della dittatura militare.”.
E così il ragazzo scopre la storia di uno dei genocidii più tollerati del ‘900 mondiale e rivive con
altro spirito le spensierate nottate passate col padre a seguire le partite dell’Italia ai mondiali del
‘78. Mentre l’Italia batteva i padroni di casa con un gol di Bettega smarcato da un tacco di
PaoloRossi, nel 1978 in Argentina sparivano decine di migliaia di persone.
Il golpe del 24 Marzo ‘76 portò al potere la giunta militare guidata dal generale Videla che,
trasformate le caserme (e non solo) in camere di tortura, fece scomparire più di 30.000 persone,
un’intera generazione ‘desaparecida’ nello stato sudamericano più ricco di ascendenze italiane.
Il mondo fece abbastanza finta di nulla.
biglietti
intero-E 10,00 | ridotto-E 7,00
info | contatti | prenotazioni
virusteatrali@gmail.com
giovannimeola@gmail.com
cell. 334 9286145-320 4808099
oppure
081-5490928 Teatro De Poche
Dato il numero limitato di posti a disposizione,
per chi è interessato ad assistere allo spettacolo
è richiesta la PRENOTAZIONE dei posti attraverso mail o SMS
ai recapiti indicati specificando giorno e numero di persone.
Grazie.
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estratti Rassegna Stampa
“Il soliloquio col quale Ottaviano interpreta il testo di Meola è una piccola delizia, impreziosito da una regia attenta e creativa. Il tono per niente accademico dell’interpretazione è perciò tanto più ‘naturale’.
Un urlo catartico verso la fine riscatta con sollievo la tragedia davanti alla quale il calcio e i suoi miti scompaiono, divenendo solo un’altra storia all’interno della Storia.”
(la Repubblica)
“Lo spettacolo è di forte impatto emotivo e affronta, nell’impianto dell’opera e nella resa attoriale, due notevoli difficoltà, quella comune al teatro civile in genere di offrire una serie di informazioni evitando di scivolare nel didascalico e quella dell’acrobaticità espressiva richiesta all’attore monologante.
Difficoltà che sia il testo che l’interpretazione superano eccellentemente.”
(teatro.org)
“Col semplice e brutale racconto di un argentino scampato alle torture, allergico anch’egli come il protagonista della piéce ai sulfamidici, ma ancor più a quella storia, a quei ricordi e al calcio stesso, Meola fa riflettere su come a volte per stupire, colpire e paralizzare il pubblico non serva ‘inventare’ una storia ma semplicemente raccontare la storia, pur reinventandola.”
(ROMA)