Stop alle esecuzioni!
Processi equi per tutti!
Diritti rispettati!
Libertà dalla censura!
“Assegnando a Pechino i Giochi, aiuterete lo sviluppo dei diritti umani”.
Con queste parole, nell’aprile 2001, Kiu Jingmin, vicepresidente del Comitato Olimpico di Pechino, riuscì a convincere il Comitato Olimpico internazionale ad assegnare alla Cina i Giochi olimpici 2008.
Analizzando quattro diffuse forme di violazioni dei diritti umani – le limitazioni alla libertà di stampa, le vessazioni e le minacce di cui sono vittime i difensori dei diritti umani, l’applicazione della pena di morte, l’ampio uso della detenzione senza processo, la campagna di Amnesty si propone di rappresentare il divario tra l’impegno espresso dal Governo cinese nel periodo che precedette l’assegnazione dei Giochi e l’attuale situazione dei diritti umani nel paese.
Le azioni che vedranno coinvolte le tutte le Sezioni nazionali si occuperanno dei casi di:
- Nie Shubin, processato e messo a morte a Hebei per un crimine che non ha commesso;
- Bu Dongwei, condannato a 2 anni e mezzo di rieducazione attraverso il lavoro a Pechino, per essere stato trovato in possesso di materiale Falun Gong;
- Ye Guozhu, condannato a quattro anni di prigione per aver organizzato una dimostrazione contro gli sfratti forzati a Pechino;
- Le Madri di Tiananmen, che lottano affinché sia ottenuta giustizia per le vittime della repressione del 1989 e i loro familiari, ripetutamente minacciate dalle autorità a Pechino;
- Huang Jinqiu, uno scrittore imprigionato vicino Nanjing city, nella provincia di Jiangsu, per aver spedito materiale tramite internet;
- Shi Tao, imprigionato nella provincia di Hunan per aver inviato notizie tramite e-mail;
- Yang Tongyan, imprigionato nella provincia di Jiangsu per aver scritto a favore di cambiamenti politici in Cina.
Nuove e spettacolari le azioni di campaigning suggerite per rappresentare ad una più vasta platea, il pesante regime di intimidazione in cui si svolgeranno i prossimi giochi olimpici; dalle rappresentazioni teatrali ai tour paralleli della torcia olimpica, alle mini-Olimpiadi, nelle scuole, nelle piazze e nelle sale teatrali gli attivisti/e daranno testimonianza con il loro impegno, dell’indignazione che attraversa la comunità internazionale verso le autorità della Repubblica Popolare Cinese per aver disatteso ai principi fondanti dell’Olimpismo.
g.ancora
Postato in: Pechino 2008 | Messo il tag: Pechino 2008_Amnesty International_Circoscrizione Campa
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