RAPPORTO ANNUALE: qual è lo stato dei Diritti Umani?

Rapporto annuale 2008: tradita la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Anche in Italia

 

Il fallimento della comunita’ internazionale nel garantire i diritti proclamati, 60 anni fa, dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, non potrebbe essere più tragicamente evidenziato dal rifiuto del governo di Myanmar di consentire l’ingresso dei soccorsi al suo stesso popolo, colpito dal ciclone Nargis.

C’e’ uno scarto terribile tra il mondo immaginato dagli estensori della Dichiarazione, nel 1948, e il mondo descritto nel Rapporto annuale 2008 di Amnesty International: il mondo della crisi alimentare, della tortura, delle detenzioni senza processo, della repressione del dissenso, della divisione e della paura; il mondo di conflitti che vanno avanti da decenni (come in Colombia e in Sri Lanka) o che sono iniziati addirittura prima dell’adozione della Dichiarazione (come quello israelo-palestinese).
Stati Uniti d’America, Unione europea, Cina, Russia cercano, anno dopo anno, di abbassare gli standard internazionali di protezione dei diritti umani, mostrando assenza di leadership, coraggio, strategia e visione. In due soli casi, nel 2007, gli Stati della comunita’ internazionale hanno dato prova di quello spirito che animò i promotori della Dichiarazione: adottando la risoluzione che chiede una moratoria sulle esecuzioni capitali e approvando la Dichiarazione Onu sui diritti dei popoli indigeni. Troppo poco.

Per quanto riguarda l’Italia, la situazione dei diritti umani e’ caratterizzata dalla persistenza di lacune legislative e assenza di strumenti di prevenzione nei confronti dei maltrattamenti e della tortura; da un forte aumento di espressioni discriminatorie e attacchi xenofobi (secondo l’Osce la retorica anti-immigrati e anti-rom aumenta la probabilità di attacchi xenofobi); dalla mancanza di condanne per le rendition da parte delle alte cariche dello Stato e di una piena collaborazione con le inchieste internazionali che hanno accertato le responsabilità dell’Italia.

Nonostante gli impegni assunti per la protezione dei bambini soldato nelle sedi internazionali, l’Italia ha esportato milioni di euro di armi verso paesi che li impiegano.
Vi è poi una questione di trasparenza riguardante gli accordi con la Libia, che restano segreti, e in particolare sul pattugliamento congiunto in mare, stabilito a fine 2007 e finanziato all’inizio del 2008 con oltre 6.200.000 euro di denaro pubblico.

Amnesty International non ha fatto in tempo a festeggiare alcuni miglioramenti, entrati in vigore all’inizio del 2008 in materia di asilo, in particolare l’effetto sospensivo dell’espulsione attribuito al ricorso contro il diniego di asilo, i quali rischiano di essere cancellati dal Decreto Legislativo la cui bozza è inserita nel pacchetto approvato il 21 maggio a Napoli dal Consiglio dei Ministri. Siamo inoltre allarmati per l’impatto che le misure del pacchetto sicurezza, complessivamente considerate, potranno avere sulla vita dei migranti e dei richiedenti asilo: un richiedente asilo rischierà di essere incriminato di un reato oppure di essere detenuto per 18 mesi per il solo fatto di aver messo piede in Italia.

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